Spunti storici: Milano bombardata, 1943

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ALLEGATO 9

Lettera scritta il 16 agosto 1943 dalla signora Maria Balliani Bortolini, che si trovava a Cantù, alla figlia Bianca Bortolini Rioldi, che si trovava a Istonio (oggi Vasto Marina)

Carissima Bianca cara,

avari ricevuto il mio lungo letterone ed avari inteso dello sfacelo di Milano. Ma dopo, altre successive incursioni e più formidabili sono avvenute come l’avrai appreso dal bollettino radio che voi giornalmente sentite. E credo anche dai giornali in parte perché il Corriere non si può mandare altrimenti sicuramente ne saresti informata. Da domenica Ettore ed Erminia sono qui e mai più se ne andranno e proprio domenica notte in quella terroristica incursione tanto il laboratorio di Ettore ed i sovrastanti quattro piani furono colpiti da una bomba irrompente sprofondando e seppellendo ogni cosa. Così tuo fratello è rovinato, ha perduto tutta la sua mobilia che aveva riposto colà, quasi tutto il loro vestiario e le sue macchine che non può più lavorare. E ti aggiungo che nello stesso tempo la nostra casa fu rasa al suolo. Il negozio di Mario caduto, quasi totalmente e quasi interamente devastato – quei begli specchi spaccati ecc. Anzi, domani se questa notte non si ripete una fatale nuova incursione vedrà se può recuperare qualcosa. La nostra corte tutto un incendio solo – tutte le case crollate- cosi Corso Como, Corso Garibaldi, Via Farini ecc. Insomma, centro e periferia Milano è più di tre quarti distrutta… dalla Galleria, i portici Meridionali, Palazzo Marino, ospedali, chiese, scuole ecc.

Ettore è sfigurato dal dolore di vedersi a terra completamente. Erminia soffrì grandi febbri e svenimenti. Anche ieri sera cadde a terra in stanza e si fece male a tutte e due le braccia, immagina poveretti. Anche Mario piangeva. Ora non sanno più che fare. Ettore è a casa fino al giorno 22 e non sa ancora se Borletti è in piedi o crollato. Domani andrà se può a vedere.

Mancano i tram che sono andati quasi tutti bruciati. Manca luce, gas, acqua. Le stazioni sono rovinate e per arrivare a Milano devono percorrere a piedi la strada da Affori a Milano oppure dalla Bovisa. Tutte le strade da fare a piedi che le biciclette non possono andare perché le strade sono tutte a buche e i binari distrutti e contorti. Tutte spaccate le strade con monti di rottami e masserizie. Case che ancora bruciano. Ieri mattina ardeva la casa al 9 ove era Ettore ed Erminia.

Quando arrivò Ettore a Milano c’erano i pompieri che spegnevano il fuoco. Insomma non ho parole sufficienti per narrarti la desolazione di Milano. Chiudono negozi perché ormai pericolanti e scappano tutti quelli di via Mazzini. Il tabaccaio Giacometto pure. I formai non fanno più pane. Devono recarsi per forza a Milano a fare le pratiche necessarie per denunciare il sofferto e pretendere vitto e risarcimento. Ma i sinistrati sono a migliaia e lì c’è un vero caos -caldo- paura e strade da fare a piedi ed arrivano a  casa stanchi morti.* Ada e Mario seppur sinistrati abbastanza cercano di alleggerirli, sostenerli, di aiutarli nel modo maggior possibile, certo che sono abbattutissimi. La casa di mia sorella quattro giorni fa ancora in piedi. Abbiamo pregato un ragioniere di qui che si recava in via Lulli, a Milano nei pressi di via Porpora e gentilmente andò di persona in via Catalani 56. La casa ha dunque tutti i vetri rotti per la pressione d’aria delle bombe e la porta dell’appartamento ostruita da un mobile che deve essersi spostato e gettato là. Ma ci furono due altre successive incursioni e non so più niente di nessuno, neanche di quella di Evelina che, se caduta, poveri loro, che hanno tutto là, tranne un po’ di biancheria.

L’Angioletta dorme nella scuola vicina – il rifugio ove si trovava fu colpito da una bomba che fortunatamente non esplose ma che ostruì l’uscita e dovettero fare un buco e mettere una scaletta e così salvarli tutti per di là. La casa di sua sorella rasa al suolo e nuovamente quella di suo nipote Osvaldo (sposato). Oggi proprio Mario ed Ettore con Erminia sono a Milano per le tessere e le altre necessità pratiche da fare e per vedere se è possibile penetrare fra i rottami con un grande rischio nel negozio di Mario e poter salvare qualcosa. Ieri l’altro che ardeva tutta la casa sovrastante hanno dato £200 ai pompieri che sono entrati e portarono fuori qualche oggetto-tanto da non perdere tutto-vedremo! Ma da Ettore non v’è nessuna possibilità – tutto sprofondato in cantina e con quattro piani di rottami sopra. Oh! Che finimondo! E non è certo finito –  ogni notte dalle 12 e mezza all’una abbiamo l’allarme e siamo costretti ad andare in cantina. Anche ieri sera alle 12 e sette minuti stavo scrivendoti al punto ero arrivata ove vedi disegnata quella piccola luna (per indicarla qui ho impiegato un asterisco. nda). Così ho terminato di scriverti oggi e te la imposto qui a Cantù sperando ti arrivi. Rispondimi Bianca che mi conforterà la tua lettera. Resterai anche tu stupita di questo finimondo.

Povera Milano! Cosi una bella città. Sono dolentissima di non poter più ritornare. Basta! Dio ci aiuterà. Evelina non sa ancora delle nostre tristi sorti. Giudo dallo spavento non è più venuto a Milano. Anche mia sorella non sa nulla, le ho scritto. Al papà non abbiamo ancora scritto. E a tua suocera e cognata è successo nulla? Sono forse scappate da te? Scrivimi. Anche il Duomo fu colpito e rovinate le sue belle statue ed in parte pericolante. Insomma, tutta la città devastata, non resta quasi più nulla. Ogni notte ci attendiamo l’allarme. Questa notte sono andati anche a Torino nuovamente e da qui si vede tutto il fuoco e si ode il rimbombo delle bombe che gettano. Qualche cosa saprete anche vi là. Se potessi mandarti i giornali… ma non si può. Cara Bianca! Quando finirà questa maledetta guerra, speriamo presto ed in qualche modo ci ritroveremo e ci racconteremo tante cose. Rispondimi ch’io non mancherò di tenerti informata su tutto. Riguardo al pacco dei medicinali non sappiamo se l’hai già spedito – il nostro bisogno è grande – in ogni modo sarebbe meglio che lo spedissi qui a Cantù, vicolo Nava 4 a fermo posta come credi – ci farai avvertiti. Spero che starete tutti bene, dà tanti baci ai bambini e tanti cari saluti ricevete anche da Alda, Ettore, Mario, Erminia e specie dalla tua mamma – tanti saluti a tuo marito.

Tua mamma.

 – Lettera tratta da Bombe sulla città. Gli attacchi aerei alletati: le vittime civili a Milano, di Achielle Rastelli (Mursia, 2004)

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