Spunti narrativi: Helena Janeczek

Helena Janeczek

Helena Janeczek

Non mi riconosco nella letteratura di gender. Non mi ci sono mai riconosciuta. Poco più che adolescente, ai miei primi abbozzi di scrittura (qualche racconto e delle poesie), maturai una vera avversione verso tutto ciò e chiunque mi spingesse verso la cosiddetta scrittura femminile, e l’avversione fu tale che per un lungo periodo mi imposi di non leggere narrativa scritta da donne a me contemporanee.  Come se non si potesse semplicemente essere scrittrice; come se, in quanto donna, non solo io potessi e dovessi scrivere solo di mestruo e amori sfatti, ma anche che il fine ultimo della mia scrittura dovesse essere una cura da qualcosa, una terapia.

Sia chiaro, io non ho nulla contro un uso della scrittura a fini terapeutici, non ho nulla contro le donne che usano la scrittura come strumento liberatorio. Semplicemente non è ciò che interessa a me. A me interessa la realtà, la sua osservazione, e ciò che con la lingua si può fare per interpretarla. Il sesso è, per me, irrilevante.

Se la mia avversione verso la categorizzazione della letteratura in base al sesso di chi ha stretto la penna permane ancora oggi, con il passare degli anni il mio veto alla lettura di narrativa scritta da donne si è allentato (ma solo allentato, non estinto; permane una certa diffidenza a priori).

Helena Janeczek è redattrice di Nuovi Argomenti e di Nazione Indiana (dove ogni tanto vengono pubblicati alcuni miei racconti), ed è su NI che l’ho scoperta. La lettura dei suoi Le Rondini di Montecassino (Guanda, 2010) e Lezioni di tenebra (Guanda,2011; già Mondadori, 1997, Premio Bagutta Opera Prima), è invece recente: ho letto Lezioni di tenebra solo nel 2012 e Le Rondini di Montecassino a settembre del 2013 durante le mie vacanze tra le Alpi Apuane. A fine lettura di entrambi i suoi lavori sono rimasta sorpresa, felice. Ero entusiasta come ormai raramente mi capita di essere a fine lettura di un lavoro contemporaneo. (Terminato di leggere Le Rondini di Montecassino ho sentito l’impulso di scriverle per dirle quanto mi era piaciuto, per dirle quanto mi sentissi riempita dalla sua scrittura, e mi ero ripromessa di farlo appena rientrata a casa. Poi, ecco, chi mi conosce bene potrà immaginare il mio dibattito interno tra lo scriverle e non scriverle, stramazzata da me stessa per poi, alla fine, arrendermi alla mia ritrosia più patologica, e qundi al far nulla di ciò che mi ero ripromessa di fare.)

Per il mio romanzo in corso d’opera vorrei la nitidezza della lingua Helena, vorrei la sua passione che non cade nel melodramma, nello stucchevole. Vorrei la sua lucidità.

I lavori di Helena sono rimasti fuori dallo scaffale della mia libreria e si aggirano per ogni angolo di casa come se avessero vita propria. Persino mia figlia di diciotto mesi li sfoglia e sembra che le interessino molto di più del suo Il piccolo ragno tesse e tace. Come a ricordarmi che non ho nulla da temere: la buona scrittura esiste, a prescindere da logiche sessiste e quindi settarie; esiste e resiste in un marasma di libri di pessima qualità. Bisogna solo andarla a cercare, con molta pazienza, ed essere pronti a catturarla.

Piccola nota a margine. Da qualche parte in Le Rondini di Montecassino ho ritrovato l’espressione “straccio morto”. Ho cercato il punto esatto, ma senza successo. Io l’ho usata in un mio scritto pubblicato su NI (qui). Mi chiedo quanti “stracci morti” esistano in letteratura. Mi piace pensare di aver interiorizzato il mio straccio morto leggendo una poesia, ma se fosse da una poesia penso che me lo ricorderei nitidamente. Le parole viaggiano, ma se lo si vuole diventano nostre, e alcune parole sono speciali, più speciali di altre.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...