Parliamo di danza

Pina Bausch 1940 – 2009 Foto: Wilfried Krüger

Pina Bausch 1940 – 2009
Foto: Wilfried Krüger

[Sofia D’Alessio è una danzatrice e coreografa; mi sta aiutando a capire qualcosa in più sul mondo della danza, non solo classica. Ecco cosa mi scrive:]

Sicuramente il mondo della danza non è facile: è necessaria molta dedizione, disciplina e costanza. Se si vuole arrivare a un livello professionale e diventare dei veri danzatori, bisogna studiare tutti i giorni parecchie ore (chiaramente l’accademia prevede un impegno a tempo pieno) spesso anche nei weekend si hanno prove o rientri in più. Per arrivare ad alti livelli, e intendo quindi ballare nelle compagnie di importanti coreografi o nei teatri stabili e nei corpi di ballo di teatri come Teatro alla scala, bisogna dare tantissimo nonché essere molto determinate. Fare la ballerina-velina in qualche programma tv non è essere una danzatrice.

Il mondo della danza è un mondo abbastanza totalizzante proprio perché si fa del proprio corpo lo strumento della propria arte e del proprio lavoro: perciò bisogna stare attenti anche alle proprie abitudini quotidiane soprattutto in campo alimentare. Non ti nascondo che le paranoie e le ossessioni sul proprio corpo e sulla magrezza ci sono eccome soprattutto nella danza classica. Ci si paragona alle altre danzatrici, si guarda il proprio corpo e quello delle altre, si è spesso poco soddisfatte: c’è sempre qualcosa da correggere, da migliorare, da raggiungere. Non è facile soprattutto se si comincia a studiare da giovanissime e quindi si attraversa l’adolescenza e la gioventù sempre con accanto la danza, sogno e obiettivo.

Il mondo della danza contemporanea e moderna, e anche del teatrodanza, sta diventando ora sempre più vario e ci si sta spostando di più sull’interpretazione, sulla presenza e forza scenica nonché sulla maturità artistica dei danzatori perciò, per esempio, nelle compagnie più famose che lavorano in Europa, si può trovare un corpo di ballo spesso vario dove i fisici sono anche molto diversi e non sempre per forza super filiformi!

Ma nella danza classica la magrezza è fondamentale, non c’è altro da dire: sicuramente perché il livello tecnico si alza sempre di più col passare degli anni e per poter danzare a quei livelli e fare propria quella tecnica si arriva per forza ad avere quel fisico (praticamente un fisico tutto nervi, muscoli e pelle -direi molto androgino) e poi perché in ogni caso i canoni nella danza classica sono “ l’asciuttezza assoluta” ( vedi per esempio due delle più grandi ballerine di questi ultimi anni la magrissima e infatti russa, Svetlana Zakarova-ancora ai vertici- e Sylvie Guillem- grandissima ballerina francese che ora si è spostata più sul contemporaneo).

Se si confrontano queste due danzatrici con la nostra vecchia Carla Fracci o Margot Fonteyn, che danzavano negli anni 60 e anche prima, ci si accorge che i fisici sono un po’ diversi (sempre magre erano, comunque) e che la tecnica è molto cambiata: questa due danzatrici sono diventate famose per il loro carisma e la loro capacità interpretativa anche se non avevano aperture di gamba come Zakharova o Guillem!

Ammetto che ora è molto più difficile trovare lavoro come danzatrice, negli anni 60 era più semplice probabilmente.

Le città sono piene di scuole di danza, perché ballare è bello e divertente ma anche perché i modelli televisivi sono sempre più forti (basta pensare ai video musicali o ai concerti di star internazionali che sono sempre attorniati da ballerini e performer di ogni genere: in questo mondo è forte più l’hip-hop e il modern, di fatti i corsi di hip-hop o di video dance oggi sono quelli che vanno di più).

Di ragazze e ragazze che iniziano accademie, scuole e che vogliono fare della danza una professione ce ne sono tanti! Ma quanti poi riescono a farlo veramente? Pochi purtroppo. I più determinati comunque non la abbandonano perché una passione artistica di questo genere non ti lascia mai, l’avrai sempre dentro! Il difficile è capire come declinarla nella propria vita, nella realtà!

Altro aspetto/ difficoltà nel mondo della danza è che c’è un forte desiderio di approvazione e ammirazione: è un’arte anche estetica-non solo- perciò la bellezza e la perfezione sono due traguardi da raggiungere (parlo soprattutto per la danza classica)

Nella danza si dipende dal giudizio di qualcun altro: si è sempre alla ricerca della approvazione che sia di un maestro quando si studia, di un coreografo quando si lavora o si fa un audizione, nonché del pubblico quando si è in scena! E bisogna avere una personalità forte e strutturata per affrontare tutto questo! È chiaro che un artista è sempre soggetto al giudizio di qualcuno, ricerca lui stesso questa condizione di protagonismo, ed è anche chiaro che un artista maturo e sicuro sa stare in piedi anche quando il consenso del pubblico viene meno, ma un allievo alle prime armi.. insomma, non è facilissimo! Si matura e si cresce certo, e si impara a essere più forti con l’esperienza.

I sogni dei giovani ballerini-allievi sono quelli di danzare, danzare sempre e magari avere dei ruoli importanti: per esempio per quanto riguarda la Scala di Milano, l’accademia “sforna” diplomati ogni anno e molti ambiscono ad entrare nella compagnia  del Teatro alla Scala, ma pochi entrano!

Mi ricordo di questa giovane ballerina diplomata alla Scala molto brava, sapeva girare bene (le mie insegnanti mi hanno sempre detto che un vero e bravo danzatore si riconosce da come gira, cioè dalle sue pirouette!) e sembrava avere una ottima tecnica, gambe alte (cosa che si vede negli adagi) nonché  brillantezza ed energia nel danzare, ma nonostante tutto non era stata presa nella compagnia e di fatto era senza lavoro. Perché? Perché era piuttosto bassaL e nei canoni estetici della compagnia non andava bene. Sinceramente spero che ora le vada meglioJ

La professione del danzatore classico inoltre sfuma in fretta soprattutto: le grandi ballerine hanno toccato  i vertici giovanissime( come Sylvie Guillem nominata Étoile dell’opera di Parigi a soli 19 anni, poi lei essendo un mostro continua a danzare anche a quasi 50 anni o Alessandra ferri nominata prima ballerina a poco più di 20 anni) poi è vero che si continua reinventandosi: insegnando, diventando coreografe, curando spettacoli o rassegne di danza e anche ballando ma nel balletto classico il fisico deve essere giovane e forte.

Altro discorso è la danza contemporanea e teatrodanza dove anzi si va avanti fino all’età adulta avanzata (vedi il Wuppertal tanztheatre di Pina Bausch).

Mi pare di aver descritto un po’ troppe cose negative del mondo della danza e quindi voglio concludere dicendone alcune di belle: danzare è meraviglioso e chi ha dentro questa passione- perché ce la si ha, la si trova dentro di sé in modo naturale- ha una compagnia meravigliosa, fantasiosa e stimolante che può portare con sé per tutta la vita e che può dargli grande gioia e grande pienezza. Potersi esprimere profondamente danzando è il più grande desiderio per i danzatori, poter farne il proprio linguaggio di comunicazione e di realizzazione.

Spesso ci si riempie di frustrazioni e difficoltà perché poi la vita vera e la professione impongono e portano verso compromessi o situazioni non facili-ma questo penso succeda in tutte le cose- ma credo si possa sempre tornare a vivere le cose-così come la danza- con genuinità e spontaneità sapendo usare meglio l’esperienza e la consapevolezza acquisita col tempo. Aggiungo la bellezza di danzare con qualcuno-corpo a corpo- l’energia che sprigionano tante persone che danzano.

In fondo danzare è per tutti una gioia, tutti lo facciamo nella nostra quotidianità ogni tanto. Quando si danza si è vivi, presenti e si crea. Ci si può anche perdere nel movimento stesso in qualcosa che non si sa spiegare a parole, che va oltre i propri confini, che non sai razionalmente come e da dove è provenuto ma che è scaturito naturalmente.

Pina Bausch dice: “Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti, ma ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la danza”.

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