Voglio la decadenza

Letture in corso

Nuove letture in corso per il mio romanzo in corso d’opera

Ci sono cascata di nuovo. La seconda stesura del mio romanzo in corso d’opera procede, il primo capitolo l’ho riscritto un po’ qua e là, ho aggiustato il primo tiro. Per scrivere ciò che ho scritto fino ad ora di questo romanzo (una prima stesura completa e la seconda stesura del primo capitolo) ho cercato di documentarmi al meglio: romanzi, video, lezioni di danza, monografie, testi di storia, critica letteraria, libri di sociologia e architettura, mappe, canti popolari, poesie…

Ed ecco che mi prende l’ansia di andare a ritrovare tutti, ma proprio tutti, i ritagli di giornale o appunti che, nel corso d questi lunghi mesi, avevo tralasciato a discapito di altri titoli che al momento della prima stesura mi erano sembrati più interessanti per cominciare. Lo ammetto, di alcune di queste possibili fonti di studio me ne ero coompletamente dimenticata; di altre avevo un vago ricordo e continuavo a procastinarne la lettura.

Allora questa settimana mi sono messa davanti al pc e ne ho richiesti un buon numero in biblioteca, perchè, mi sono detta, è ora che tu la faccia finita e li legga tutti perchè se non li leggi tutti non potrai andare avanti. Sto studiando, quindi, e ho cominciato proprio con La stanza dei fantasmi: una vita del Novecento, di Corrado Stajano (Garzanti), ma ieri sera ho dato anche una sbirciata a L’anima e la danza di Paul Valéry (Mimesis Edizioni). In entrambi i casi mi sono rimproverata di non averli letti prima, mi sono chiesta come diavolo io abbia potuto scrivere la prima stesura senza aver letto questi testi che ora so essere fondamentali al mio scopo.

Questo pomeriggio, invece, ho sfogliato, Roberto Bolle alla Scala (Rizzoli). La vita anche solo professionale di Roberto Bolle mi interezza solo in minima parte (se avessi trovato qualcosa di interessante da leggere su una ballerina invece che su un ballerino sarebbe stato certamente più utile). La lettura di questa monografia, però, mi ha fatto capire con chiarezza una cosa importante: io non voglio parlare di una ballerina di successo (prima ballerina, étoile), non voglio parlare di glorie raggiunte e sogni realizzati, di fatiche ripagate. Non mi interessa il successo. La decadenza è molto più affascinante, forse perchè è più vera e nonostante ciò negletta, respinta nell’oscurita, legata indissolubilmente al sentimento della vergona.

La protagonista del mio romanzo in corso d’opera è una ballerina di seconda fila che si sporge un poco più avanti, che ci prova con i suoi piedi non perfetti, le sue gambe invecchiate. Poi la protagonista del mio romanzo in corsa d’opera sporgendosi cade senza grazia, cade e non si rialza.

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