Olé

Marinella è casa da sola ed è tutto tranquillo, come piace a lei.
La partita sta per iniziare e deve sbrigarsi con il pranzo. Sbuccia e taglia velocemente, non vuole perdere neppure una battuta. Una banana, una pera, una mela, e Marinella è contenta. Non le pare vero. Si vede che al mercato la davano in offerta, tutta quella frutta, e non fa niente se è ammaccata e se le banane sono nere e molli. Così la frutta è più dolce, si sente di più. Marinella raccoglie la ciotola su una mano, mentre con l’altra trascina la sedia sul balcone della cucina. La buccia rimane abbandonata sul tavolo; la butto giù dopo, pensa Marinella, prima che mamma torni. Perchè anche a dieci anni si hanno delle responsabilità, la mamma lo dice sempre, anche se Marinella ha paura degli scarafaggi che sbucano dal pozzo di scarico e che di notte vanno in giro per casa. Prima di sedersi da un’occhiata veloce allo scarico della pattumiera, che sia ben chiuso con il pezzo di legno incastrato sotto la leva di apertura e che non ci siano scarafaggi in uscita. Chissà com’è che arrivano fino a qui, si chiede, chissà perché. Continua a leggere Olé